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sabato 19 settembre 2015

Recensione: "Orgoglio e Pregiudizio" di Jane Austen

Salve cari lettori! Da due giorni cerco di pubblicare qualche post, ma entrambe le volte, a causa di impegni vari, non sono riuscita a completarli. Oggi, però, voglio farmi perdonare con una recensione. E non la recensione di un libro qualsiasi, ma DEL libro! Mi riferisco proprio a lui, il fantastico romanzo della Austen "Orgoglio e Pregiudizio".


Titolo: Orgoglio e Pregiudizio
Titolo originale: Pride and Prejudice
Autrice: Jane Austen
Editore: Newton Compton Editori (collana: Minimammut)
Pagine: 254
Prezzo: € 3,90

Trama

"Orgoglio e Pregiudizio" è certamente l'opera più popolare e più famosa di Jane Austen, vero e proprio long-seller, ineccepibile per l'equilibrio della struttura narrativa e lo stile terso e smagliante, ed emblematica della "cristallina precisione" austeniana. Attraverso la storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, lo sguardo acuto della scrittrice, sorretto da un'ironia spietata e sottile, annota e analizza con suprema grazia fatti, incidenti, parole di un microcosmo popolato da struggenti personaggi femminili, sospesi tra l'ipocrisia dell'Inghilterra vittoriana e la voglia di un amore romantico e senza compromessi.

Recensione


Questa è una delle recensioni più difficili che abbia mai scritto. Non che ne abbia fatte tantissime, ma scrivere di un romanzo che mi è piaciuto così tanto e per di più di un Classico con la C maiuscola non mi è affatto facile. Solo a ripensare a questo libro mi si stampa un sorrisone in viso e vengo assalita da mille emozioni.
Cercherò però di procedere con ordine. Partiamo dunque dall'inizio. Chi non conosce il famosissimo incipit del romanzo?
"E' cosa ormai risaputa che a uno scapolo in possesso di un vistoso patrimonio manchi soltanto una moglie."
Già fin dal principio del romanzo, da questa primissima frase, si può notare lo stile ironico dell'autrice, che ci accompagnerà per tutta la durata di questo fantastico viaggio. Viaggio all'esplorazione della vita dei componenti della famiglia Bennet e in particolare delle cinque sorelle: Jane, Elizabeth, Mary, Kitty e Lydia. La storia, narrata da una Jane Austen abituata a frequentare gli ambienti da lei descritti, è resa così più realistica e vera. Il romanzo, infatti, oltre che un romanzo d'amore, può essere considerato come il ritratto della società dell'Inghilterra vittoriana, ricca di ipocrisie e pregiudizi. Non risulta essere, però, per nulla pesante, anzi l'ironia e la predilezione della Austen per una scrittura ricca di dialoghi riesce a rendere la lettura sempre lieta e scorrevole.

Questo romanzo non ha alcun difetto a mio parere, se non il fatto di non essere più lungo. Avrei voluto non separarmi mai dall'ambiente e soprattutto dai personaggi di questo splendido romanzo. Proprio i personaggi, per l'appunto, sono stati forse l'elemento che ho apprezzato maggiormente. Li ho adorati tutti, dal primo all'ultimo, perfino quelli più odiosi, perché ognuno è descritto alla perfezione e sempre coerente alla propria personalità. Non posso non poter dire che i miei preferiti siano stati i due protagonisti Mr Darcy ed Elizabeth. Il motivo per cui ho adorato il primo non dovrei neanche spiegarlo, dato che è impossibile che accada il contrario per chiunque abbia letto questo classico. Io, però, l'ho amato fin dall'inizio, non solo quando ho scoperto quel che fosse capace di fare per amore. Mi sono innamorata di lui fin dall'inizio, anche quando si mostrava burbero e orgoglioso. Certo, non posso dire di non averlo adorato quando stupiva con dichiarazioni del genere:
"Ho lottato invano. E' inutile. I miei sentimenti non possono più essere soffocati. Dovete permettermi di dirvi che vi ammiro e vi amo ardentemente."
 
Elizabeth, inutile dirlo, è una delle protagoniste che più ho apprezzato nella mia umile esperienza di lettrice, così intelligente ed ironica. L'ho trovata per molti aspetti affine a me e per questo sono riuscita facilmente ad immedesimarmi in lei e ad immergermi appieno nella storia. Tuttavia, io credo di essere un misto dei caratteri delle due maggiori delle sorelle Bennet. Per molti aspetti, difatti, ho trovato molto simile a me anche Jane, così riservata, tanto da non riuscire a mostrare i suoi sentimenti per il suo amato Bingley, e così poco giudicante. Jane riesce a vedere solo il buono delle persone attorno a lei e per molti versi io sono così, anche se mi piace credere di essere un po' meno ingenua e riuscire a cogliere un campanello d'allarme quando vengo presa in giro. Ho adorato anche il rapporto tra queste due sorelle così leale e sincero, simile a quello mio e di mia sorella. In pratica ho scoperto che sarei dovuta nascere nell'epoca vittoriana!
Tutti i personaggi, infine, sono così reali che al termine della lettura sembra di averli conosciuti di persona e si fa fatica a salutarli.

Il mio voto:

Cinque stelle, non poteva essere altrimenti! E' una storia che mi rimarrà per sempre nel cuore e che sono sicura andrò a rileggere parecchie volte, perché già mi manca. 
Se esiste ancora qualcuno che non l'abbia letto, gli consiglio di correre a farlo! Non se ne pentirà assolutamente!

Sono state fatte molte riproduzioni cinematografiche o televisive di questo romanzo e in particolare quella da cui sono state tratte le immagini presenti nel post è la più nuova, ovvero quella del 2005 con interpreti protagonisti Keira Knightley e Mathtew Macfadyen. Questo è stato l'unico film basato su questo romanzo che per adesso ho visto, ma mi è stato calorosamente consigliato anche la miniserie in cui Mr Darcy è interpretato dal bravissimo Colin Firth. Io, in realtà, Mr Darcy me lo sono immaginato più simile a Macfadyen che a Colin Firth, ma sono sicura che l'interpretazione di quest'ultimo sarà superba. Soprattutto, però, credo che la Knightley sia perfetta come Elizabeth Bennet, mentre l'attrice al fianco di Firth, ovvero Jennifer Ehle, fisicamente non ce la vedo tanto nei panni di Lizzy. 

Colonna sonora del libro:


Mi è capitato spesso di ascoltare End of all time degli Stars of Track and Field durante la lettura di questo romanzo. Per questo ogni volta che l'ascolto questa canzone mi ricorda Orgoglio e Pregiudizio. 

So che la recensione non è proprio il massimo, ma quando il libro di cui parlo è praticamente uno dei miei preferiti, non riesco a spiegarmi al meglio e mi mancano le parole! Fosse per me scriverei solo qualcosa del genere: Orgoglio e Pregiudizio...Elizabeth...Mr Darcy...*-*wdnwifownojs! Spero che l'abbiate apprezzata comunque!

E voi che ne pensate di questo classico? L'avete adorato quanto l'ho adorato io? :)

Alla prossima,



lunedì 10 agosto 2015

Recensione: "Regole d'amore per amici confusi" di Ellie Cahill

Lo so, sono una persona orribile! Sono scomparsa per l'ennesima volta, ma sono una ragazza scostante, lo sapete. Voglio sforzarmi per migliorare, tuttavia (ma con me niente è detto!).
Motivo della mia lunga assenza sono state le vacanze e il mio grande bisogno di riposo, di staccare da tutto. E questo periodo di pausa mi è servito davvero tanto. Dopo aver finito gli esami ho voluto trascorrere il mio tempo solo tra mare, amici, televisione, musica e ovviamente libri! Non ho letto, però, molto (per colpa di "Lipstick jungle" che mi sta annoiando e infastidendo parecchio! E pensare che ancora mi mancano più di 100 pagine per terminarlo!). Qualche giorno fa, però, ho deciso di iniziare un nuovo libro, con la speranza che mi prendesse più dell'odioso "Lipstick jungle" e ci è riuscito! Il romanzo in questione, che ho divorato in pochi giorni, è "Regole d'amore per amici confusi" di Ellie Cahill.





Titolo: Regole d'amore per amici confusi
Titolo originale: When Joss met Matt
Autrice: Ellie Cahill
Editore: De Agostini
Pagine: 376








Trama

Il primo anno di università può essere complicato, si sa. Soprattutto quando il tuo fidanzato storico ti lascia senza troppi giri di parole. È quello che succede a Joss, e la delusione le lascia davvero l’amaro in bocca. Un sapore da cui fatica a liberarsi, nonostante i corteggiatori non le manchino. Ma tutto cambia quando Joss incontra Matt: lui è bello e gentile, forse non proprio il suo tipo ideale. Eppure tra i due la complicità è immediata. Così, tra una confidenza e un bicchiere di vino, accade che Matt e Joss si ritrovino a elaborare e a verificare una teoria: per far svanire l’amaro in bocca di una delusione amorosa è necessario passare la notte in compagnia di un buon amico. Uno che non chieda niente al risveglio, uno che sia disposto a essere semplicemente un sorbetto per rinfrescare il palato tra una relazione e un’altra. Ed è così che Matt e Joss decidono di diventare amanti di notte e amici di giorno. Tutte le volte che vogliono, tutte le volte che ne hanno bisogno. Stringono un patto, un vero e proprio contratto a cui attenersi scrupolosamente per gestire il proprio rapporto. La teoria del “sorbetto” sembra funzionare alla perfezione per molti anni. Finché uno dei due non infrange la regola più importante di tutte: non innamorarsi.

Recensione



"Amore era conoscere qualcuno, conoscerlo davvero, e desiderare di starci assieme.
Amore era tenere talmente tanto a una persona da anteporre i suoi bisogni ai propri.
Amore era condividere passioni, storia, fiducia. Tutto questo, oltre alla ferma convinzione che la vita sia meglio con il tuo amore che senza. Che tutto quello che succederà dopo sarà più semplice, più felice, più ricco, e tutto grazie a lui."

Questo è quel che si dice il libro giusto al momento giusto! Avevo proprio bisogno di una lettura così, leggera ma intrigante, che mi coinvolgesse e che si potesse gustare tutta in un sol boccone.
Questo libro potrà sembrare narrare la solita storia banale tra due migliori amici che scoprono di provare l'uno per l'altra qualcosa di più di una semplice amicizia. La solita solfa in pratica! Il finale tra i due è facile da indovinare, ma il bello di questa storia è vedere svilupparsi il rapporto tra i due protagonisti.
Il romanzo è narrato in prima persona dalla protagonista femminile Joss. Attraverso il suo racconto, i suoi pensieri e sentimenti, riusciamo a conoscere Matt, un bravo ragazzo, forse fin troppo gentile e troppo poco romantico per la nostra Joss. Quando la protagonista viene lasciata dal suo ragazzo secolare, infatti, vede in Matt un perfetto "ragazzo sorbetto", convinta che lui non possa mai essere un buon candidato per diventare il suo fidanzato, "non è il suo tipo" si continua a ripetere. Ma cos'è un ragazzo sorbetto? Il ragazzo sorbetto è una sorta di amante che ti permette di "pulire il palato", ovvero di eliminare l'ex ragazzo dal proprio corpo.

<< Perché volevi andarci a letto? >>
<< Non volevo andare con lui! E' solo che... Volevo... Non lo so. >>
<< Eliminare il tuo ragazzo dal tuo corpo? >>
<< Sì. >> Quando glielo sentii dire, così ad alta voce, espirai profondamente. << Volevo che lui smettesse di essere l'ultimo ragazzo con cui sono andata a letto. >>
<< Come il sorbetto. >>
Dovevo averlo guardato con un'espressione confusa perché Matt elaborò il concetto. << Sai, nei ristoranti eleganti, tra una portata e l'altra ti portano un sorbetto. Per "pulire il palato". >>
<< Sì, è proprio così! >> Lo colpii sulla coscia con entrambe le mani. Lui rise. 
<< Ho bisogno di "pulire il palato". >> Feci le virgolette con le dita. << Sesso Sorbetto. >>

Un/a bravo/a ragazzo/a sorbetto per essere tale deve, però, riuscire a mantenere un buon rapporto d'amicizia con l'altra persona. E soprattutto non dovevano esserci complicazioni all'interno del rapporto, il che vuol dire niente sentimenti!
Perché la cosa funzionasse, il tutto è regolato da una lista di regole che col tempo va ad allungarsi sempre più. Il loro accordo sembra funzionare per un po' di anni, ma infine arriverà inevitabilmente qualcosa che cambierà tutto...

Mi sono piaciuti molto i personaggi, descritti in modo così diretto e reale. Ho adorato sia Joss che Matt, con la loro ironia, schiettezza, ma soprattutto li ho adorati insieme, la loro complicità, il loro intendersi alla perfezione, il loro divertirsi in modo autentico. Diciamo che il loro rapporto è quello che vorrei avere io con il mio ipotetico ragazzi (anche se eviterei inutili giochetti "Sorbetto").
Probabilmente mi è piaciuta tanto la loro storia perché preferisco le relazioni che partono da un'amicizia per poi diventare col tempo qualcosa di più, rispetto all'amore da "colpo di fulmine". Le prime sono più realistiche, più vere, l'amore risulta essere più autentico perché, nonostante i due conoscano ogni cosa l'uno dell'altra, compresi i difetti, accettano l'altro per quel che è.
Ho apprezzato anche lo stile dell'autrice, fresco e diretto. Mi è piaciuta pure l'idea della scrittrice di narrare le vicende presenti, intercalandole con flashback, che riescono a far comprendere appieno il rapporto tra i due, a vederlo crescere sempre più, facendo affezionare il lettore ai personaggi e alla loro relazione.

Il mio voto:

Romanzo che non affronta sicuramente temi di elevato spessore culturale, che però è riuscito a coinvolgermi e a strapparmi tanti sorrisi! Consigliato a chiunque cerchi una lettura leggera e piacevole. Un po' di frivolezza ogni tanto non fa male a nessuno!


Colonna sonora del libro:


Ultimamente mi sto drogando delle canzoni dei Fall Out Boy, mi piacciono tutte! Non potevo quindi non metterne una loro come colonna sonora del libro e questa mi è sembrata la più azzeccata. 

Avete letto questo libro anche voi? Se sì, che ne pensate? Se no, avete intenzione di leggerlo? Fatemi sapere con un commento qua sotto ;)

Saluti e buona notte dei desideri a tutti,




domenica 19 luglio 2015

Recensione: "Shadowhunters - Città di ossa" di Cassandra Clare

Salve lettori e lettrici! Mi scuso immensamente per la mia lunga assenza, ma tra esami universitari (di cui vi avevo già avvertiti) e la connessione internet che mi ha abbandonata e ha deciso di tornare definitivamente solo ora, non ho potuto proprio farmi vedere qui sul blog. Sinceramente non so neanche se potrò essere tanto presente nella prossima settimana, ma cercherò di scrivere qualche post in anticipo, programmandolo per i giorni a venire!






Titolo: Shadowhunters - Città di ossa
Titolo originale: The Mortal Instruments -City of bons
Autrice: Cassandra Clare
Editore: Mondadori
Pagine: 528








Trama

Al Pandemonium Club di New York si fanno strani incontri. Seguendo un affascinante ragazzo dai capelli blu nel magazzino del locale, Clary vede tre guerrieri coperti di rune tatuate circondarlo e trafiggerlo con una spada di cristallo. Vorrebbe chiamare aiuto, ma non rimane nessun cadavere, nessuna goccia del sangue nero esploso sull'elsa e soprattutto nessuno da accusare, perché i guerrieri sono Shadowhunters, cacciatori di demoni, e nessun altro, tranne Clary, può vederli. Da quella notte il suo destino si lega sempre più a quello dei giovani Cacciatori, soprattutto al magnetico Jace: poteri che non aveva mai avuto e ricordi sepolti nella memoria cominciano a riaffiorare come se qualcuno avesse voluto tenerglieli nascosti fino ad allora. Clary desidera solo ritrovare la madre misteriosamente scomparsa, ma sarà coinvolta in una feroce lotta per la conquista della Coppa Mortale, una lotta che la riguarda molto più di quanto non creda.

Recensione


"Dove c'è un sentimento non ricambiato c'è uno squilibrio di potere. È uno squilibrio facile da sfruttare, ma non è saggio farlo. Dove c'è amore, spesso c'è anche odio. Possono esistere fianco a fianco."

Finalmente mi sono decisa a scrivere questa recensione! Da tempo non ne scrivo una, quindi siate clementi! Bene, adesso iniziamo!
Come tutti saprete, Città di ossa è il primo volume della saga Shadowhunters di Cassandra Clare. Qui facciamo conoscenza del fantastico mondo degli Shadowhunters, attraverso gli occhi della protagonista Clary (Clarissa Fray). Lei crede di essere un'adolescente come tante altre, forse solo con una fervida immaginazione in più, ma una notte cambia tutto. Seguendo un ragazzo dai capelli di un colore bizzarro all'interno del Pandemonium Club assiste ad una scena incredibile: l'uccisione dello stesso ragazzo dai capelli blu. Quello che però è veramente incredibile è che solo Clary può vedere i suoi assassini. 
Clary capisce di non essere pazza quando incontra nuovamente uno dei ragazzi colpevoli della morte del ragazzo al Pandemonium: Jace. Scopre che lui e gli altri ragazzi che erano con lui quella notte sono degli Shadowhunters, dei cacciatori di demoni, dei Nephilim, frutto dell'unione di angeli ed esseri umani.

«A volte ci chiamano Nephilim» disse Hodge. «Nella Bibbia erano il frutto dell'unione di angeli ed esseri umani. Secondo la leggenda, gli Shadowhunters furono creati più di mille anni fa, quando gli umani stavano per essere distrutti dalle invasioni di demoni provenienti da altri mondi. Uno stregone evocò l'angelo Raziel, che mescolò in una ciotola un po' del proprio sangue con del sangue umano e lo diede da bere agli uomini. Coloro che bevvero il sangue dell'Angelo divennero Cacciatori, e così i loro figli e i figli dei loro figli. La ciotola da allora fu conosciuta come la Coppa Mortale. Anche se forse la leggenda non è del tutto vera, ciò che è vero è che nel corso degli anni, quando le fila dei Cacciatori si assottigliavano, era possibile crearne di nuovi usando la Coppa.»

Grazie a Jace, ad Alec e Isabell (gli altri due ragazzi al fianco di Jace quella notte al Pandemonium) e al loro tutore Hodge, Clary scopre di non essere una ragazza qualunque, una semplice mondana (umana). In realtà, fa parte di un mondo che le è sempre stato sconosciuto, o meglio, che le è sempre stato tenuto nascosto dalla sua stessa madre, madre che è misteriosamente scomparsa. 
In questo primo volume ci viene narrata l'avventura intrapresa da Clary, il suo fedele amico Simon e gli altri shadowhunters per ritrovare la madre Jocelyn. Dietro la scomparsa di Jocelyn c'è qualcosa di terribile: il ritorno di un antico nemico, Valentine, che vuole a tutti i costi ritrovare la Coppa Mortale per portare a termine la propria missione. E Clary scoprirà di essere l'unica in grado di trovare la Coppa, l'unica che sa dove è nascosta. Deve solo riuscire a scavare nei suoi ricordi e a trovarla prima che Valentine se ne impossessi. 

Ciò che più ho apprezzato di questo libro è stato il mondo meravigliosamente costruito dalla Clare e la caratterizzazione dei personaggi. Tutto nel mondo degli Shadowhunters è al suo posto, niente è lasciato al caso. E che dire dei personaggi? Li ho apprezzati tutti, ognuno con le proprie caratteristiche e con la propria storia: la non-eccessivamente-antipatica e abbastanza-intelligente Clary, il sarcastico e impavido Jace, il simpatico e in certi momenti (uno in particolare) sorprendente Simon, la bella e un po' civettuola Isabel (ammetto che non è tra i personaggi che preferisco del romanzo), il fedele Alec, lo stravagante e gentile Magnus, Hodege e Valentine, che sicuramente non ho preso in simpatia, ma che sono ben caratterizzati e dulcis in fundo Luke, che a fine romanzo col racconto della sua storia è diventato il mio personaggio preferito.

"Simon aveva l'aria del bravo ragazzo che ti viene a prendere a casa ed è educato coi tuoi genitori e fa le coccole al tuo cane. Jace, invece, sembrava il tipo di ragazzo che viene a casa tua e le dà fuoco."

Se vi state chiedendo se io sia del team-Simon o del team-Jace, sappiate che faccio parte di quest'ultimo. Io non sono proprio il tipo da "cattivo ragazzo", infatti tra i due per me stessa preferirei Simon, ma è Jace che deve stare con Clary, si vede che c'è un legame diverso tra loro.


Lo stile della Clare non è certo dei più ricercati, ma è semplice e scorrevole e, a mio parere, perfetto per una storia di questo genere.


Il mio voto:

Ebbene sì, quattro stelle. Non ho dato 5 stelle, nonostante abbia adorato la storia e mi sia affezionata ai personaggi, perché mancava qualcosa, non mi ha catturata del tutto. Anche per questo la recensione è stranamente corta per i miei standard! 
Non so di preciso a cosa sia dovuto, probabilmente al blocco del lettore in cui ero (e continuo ancora un po' ad essere) immersa o al fatto che è stato il primo libro che ho letto in versione digitale e dunque, non essendovi abituata, non sono riuscita ad entrare appieno nella storia. Sono una ragazza all'antica. W i cartacei tutta la vita!
Ovviamente, però, continuerò la saga. Non voglio perdere questi nuovi amici che mi son fatta! :)

Saprete sicuramente che di questo primo volume ne è stata fatta la trasposizione cinematografica e che stanno lavorando alla realizzazione della serie tv basata sull'intera saga, quindi non ve lo dico :P

Nonostante le numerose critiche negative che sono state fatte a questo film, devo dire che non mi trovo d'accordo con esse, perché a me il film piaciuto e ho trovato il cast abbastanza azzeccato. 














Sono curiosissima di vedere come sarà sviluppata la serie. Nonostante non sia un'amante delle serie tv, credo proprio che questa non potrò fare a meno di seguirla!
   





Colonna sonora del libro:


Non potevo non mettere una delle mie canzoni preferite degli Imagine Dragons come colonna sonora di questo romanzo, visto il titolo!

Sicuramente avete letto anche voi questo romanzo e pure molto prima di me! Cosa ne pensate? Vi è piaciuto questo libro e in generale l'intera saga? Fatemi sapere ;)

Arrivederci,

sabato 27 settembre 2014

Recensione: “I passi dell’amore” di Nicholas Sparks






Titolo: I passi dell’amore
Titolo originale: A walk to remember
Autore: Nicholas Sparks
Editore: Pickwick (Sperling & Kupfer – Piemme)
Pagine: 229
Prezzo: € 9,90





Trama

A distanza di tempo, Landon Carter rivive con rimpianto i giorni della sua adolescenza a Beaufort, una sperduta cittadina del Sud. Erano gli anni Cinquanta e lui era il tipico ragazzo “ribelle” in una piccola comunità conformista e sonnolenta. Un giorno, proprio in occasione del ballo della scuola, viene lasciato dalla fidanzata e, controvoglia, invita Jamie, la riservata e devota figlia del pastore. Insieme non formano certo una coppia ben assortita, eppure il destino ha in serbo per loro la più straordinaria delle sorprese. 

Recensione


Questa lettura, come quella di “Un giorno”, è stata per me una lettura estiva, che risale probabilmente ai primi di agosto (non ho una buona memoria). Come avrete già capito, ho deciso per il momento, di recensirvi i libri che ho letto durante quest’estate.
Cominciamo, dunque, con la recensione!

“Spesso ripercorro mentalmente quell'anno, lo riporto in vita e mi rendo conto di provare immancabilmente uno strano sentimento, fatto di dolore e di gioia. In certi momenti vorrei tornare indietro nel tempo per spazzare via tutta la tristezza, ma ho la sensazione che, se lo facessi, se ne andrebbe anche la gioia. Così prendo i ricordi come vengono, accettandoli in toto, lasciando che mi guidino tutte le volte che si affacciano alla memoria.”

Landon Carter ha ormai cinquantasette anni, ma quando passeggia e si guarda intorno per la cittadina di Beaufort – dove è nato e ha sempre vissuto – ritorna con la mente a quando di anni ne aveva diciassette, al periodo che gli cambiò la vita.
Lui è il tipico ragazzo “ribelle” (come ci informa la quarta di copertina), ma che in realtà di “ribelle” ha ben poco, è solo ancora troppo immaturo. Gli piace divertirsi con i suoi amici, a volte anche in modi un po’ “macabri” – chi ha letto il libro sa a cosa mi riferisco – scherzare, fare stupidi dispetti e niente di più. In poche parole, è un ragazzo inutile. Suo padre è un membro del Congresso e a causa del suo lavoro non è molto presente in famiglia.
“Ma che cos’è che gli ha cambiato la vita?”, vi starete chiedendo. Non dovete fantasticare molto, perché la risposta è semplice: ha conosciuto una ragazza più matura – anche troppo – di lui. Jamie, infatti, è l’opposto di Landon. Lei è molto – TROPPO! – religiosa e caritatevole. È sempre buona e cara con tutti, pure con chi la prende in giro. Aiuta chiunque abbia bisogno di una mano e va sempre in giro con la Bibbia sottobraccio. I suoi capelli sono perennemente legati in una coda di cavallo e i suoi vestiti (cardigan e gonna a pieghe) sono casti e semplici proprio come lei. Non si trucca mai, non s’interessa assolutamente al suo aspetto esteriore, perché ciò che le importa è coltivare la sua bellezza interiore.
Landon conosce Jamie, possiamo dire, per caso.  A pochi giorni dal ballo della scuola, infatti, viene lasciato dalla sua ragazza ed è quindi costretto a ripiegare su Jamie – solo perché tutte le altre ragazze della scuola erano già impegnate con qualcun altro o avevano rifiutato il suo invito. Jamie, ovviamente, gentile com’è, accetta l’invito, ma ad un condizione…

“- Ecco vorresti venire al ballo con me?
- Mi piacerebbe ma a una condizione.
- Quale?
- Devi promettermi che non ti innamorerai di me.”

Modo più palese per dire che i due personaggi si sarebbero innamorati di lì a breve non può esistere!
Landon e Jamie, quindi, s’innamorano e si mettono assieme. Inizialmente Landon, da gentiluomo qual è, tiene nascosto il suo amore per Jamie agli amici, perché si vergogna di lei. Landon, però, riuscirà a superare questa fase e così potranno amarsi apertamente. Non che facciano chissà cosa di tanto esaltante, semplicemente trascorrono il tempo insieme a parlare – di solito del “disegno divino” – a casa di lei, di rado escono a cena, ma perlopiù leggono la Bibbia.
Sembra andare tutto bene, un amore tutto rose e fiori, quando un giorno Jamie rivela il suo doloroso segreto all’amato. Dobbiamo, difatti, ricordare, che è pur sempre un romanzo di Nicholas Sparks e che quindi non può andare tutto bene, i protagonisti non possono vivere felici e contenti, ma ci dev’essere sempre qualche difficoltà, solitamente una malattia. È così anche questa volta, perché Jamie ha la leucemia. Potete facilmente immaginare quel che succede dopo: cercano di passare più tempo possibile insieme, continuano a leggere la Bibbia – anzi intensificano la lettura di questa – lei diventa sempre più debole e lui cerca di fare il meglio per lei. Landon, però, prima dell’inevitabile, vuole regalarle qualcosa di speciale, ma non riesce a capire cosa, finché non arriva l’illuminazione.

Il mio voto:
★★

Probabilmente si è già capito, ma questo romanzo non mi è piaciuto. I motivi sono tanti, primo tra tutti i personaggi. Non mi sono affezionata affatto a Landon e Jamie, né ho versato alcuna lacrima per loro, come invece ho letto in diverse recensioni è accaduto ad altre lettrici e come di solito avviene a me, leggendo i libri di Sparks. Landon è troppo stereotipato: il solito “cattivo ragazzo” che matura grazie all’amore per una donna. Ma il personaggio che più non ho sopportato è stata Jamie. Lei è troppo santarellina, troppo buona! Una persona così non è affatto realistica!
Un'altra motivazione della mia bassa valutazione sta nell’eccessivo sentimentalismo. In ogni romanzo di Sparks è presente romanticismo, ma questo ne è pervaso smodatamente! Ecco una delle tante frasi smielate presenti nel libro:

"Il vero amore ti può cambiare la vita, lascia che sia il tuo cuore a condurre i tuoi passi."

Bella, certo, ma quanto può esserlo un qualunque link di Facebook! Sicuramente mi starete odiando in molti, ma a me non piacciono i sentimentalismi gratuiti. Vedo più romanticismo nel racconto della semplicità della vita quotidiana di una coppia, che nelle frasi perfettamente confezionate, che però concretamente non hanno chissà quale grande significato, ma servono semplicemente a riempire e a rendere più “poetica” la narrazione. 


 Lo stile, però, è sempre quello di Nicholas Sparks, semplice e scorrevole, solo più zuccherato! Lo consiglio, dunque, solo a quelli veramente romantici, che adorano tutto ciò che è smielato, anche se credo ci sia di meglio pure per loro. Vi consiglio, invece, calorosamente altri romanzi di quest’autore: “L'ultima canzone”, “Le parole che non ti ho detto” e “Ricordati di guardare la luna”.


Anche di questo libro è stata fatta la trasposizione cinematografica, ma questa volta non l’ho vista e non posso dirvi, perciò, se sia fedele allo scritto o meno.




Consigli musicali durante la lettura

All of me - John Legend




Iris - Ronan Keating



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Fatemi sapere se avete letto il libro e cosa ne pensate, anche se la vostra opinione non combacia con la mia. Commentate, su su :) 


Alla prossima!






domenica 21 settembre 2014

Recensione: “Un giorno” di David Nicholls
           


Titolo:
Un giorno
Titolo originale: One day
Autore: David Nicholls
Editore: Neri Pozza (Collana Bloom)
Pagine: 487
Prezzo: € 18,00

Trama

È l'ultimo giorno di università, e per due ragazzi sta finendo un'epoca. Ormai si sentono adulti e indipendenti, hanno davanti a loro l'intera vita, da afferrare a piene mani. Emma e Dexter sono a letto insieme, nudi. Lui è alto, scuro di carnagione, bello, ricco. Lei ha i capelli rossi, fa di tutto per vestirsi male, adora le questioni di principio e i grandi ideali. Si sono appena laureati, il giorno successivo lasceranno l'università. Dopo una serata di grandi bevute sono finiti a baciarsi con passione, e poi tra le lenzuola. Ora sono lì, l'uno accanto all'altra, nell'alba che lascia intravedere il loro futuro e le loro speranze. Quel giorno, il 15 luglio 1988, Dexter e Emma si dicono addio per la prima volta. Lui è destinato a una vita di viaggi, divertimenti, ricchezza. Emma non ha soldi, ha bisogno al più presto di un lavoro, e sogna di cambiare il mondo, ma quel che le riserva il futuro per il momento è un lavoro in un ristorante messicano nei quartieri nord di Londra. Ma il 15 luglio rimarrà per loro una data speciale. Ovunque si trovino, in qualunque cosa siano occupati, la scintilla di quella notte d’estate tornerà a brillare. Dove sarà Emma, cosa farà Dexter? Nel corso di venti anni, ogni anno, per un giorno, saranno di nuovo assieme.

Recensione


È da tanto che voglio scrivere questa recensione, ma, com’è mio solito, ho perso un bel po’ di tempo prima di decidermi a farlo. Questa mia lettura, difatti, risale a luglio. Nonostante però siano passati  mesi, ho ancora voglia di recensire questo romanzo. Credo proprio sia un buon segno! Questo libro mi è rimasto dentro, nella mente e nel cuore, mi ha regalato mille emozioni e l’ho davvero adorato dall’inizio alla fine (forse influenzata anche dallo stato d’animo del momento). Ma andiamo con ordine…

“Per me fu un giorno memorabile, perché mi cambiò molto. Ma in ogni vita succede lo stesso. Immaginiamo un giorno a scelta isolato dal contesto e pensiamo a come sarebbe stato differente il corso della vita. Fermati, lettore, e rifletti a lungo sulla lunga catena di vil metallo o oro, spine o fiori, che non ti avrebbe mai legato, se non fosse stato per la formazione di quel primo anello in quel giorno memorabile.”

Charles Dickens, “Grandi speranze”

 Questa citazione di Dickens apre la prima parte del romanzo, ovvero il periodo che va dal 1988 al 1992. Citazione più adatta come inizio di questo romanzo non poteva esistere! Perché il succo di tutta la storia risiede proprio in quel giorno, quello del loro primo incontro, in quel 15 luglio 1988. Perché è così importante questa data? Poiché Nicholls non sceglie di narrarci la vicenda dei due protagonisti giorno per giorno, ma decide di raccontare quel che accade il 15 luglio di ogni anno dal 1988, loro primo incontro, al 2007. Nonostante vengano narrate dettagliatamente solo le vicende di quel giorno di ogni anno, viene spiegato – esplicitamente o non – anche ciò che è stato vissuto dai personaggi durante l’anno precedente. Penso che questa trovata stilistica sia, oltre che originale, davvero geniale! In questo modo riesci a comprendere l’importanza di un giorno, a non dare tutto per scontato. Ti ritrovi a chiederti, proprio come Dickens, se sarebbe cambiato qualcosa, che cosa ti saresti perso, se non ci fosse stato quel giorno.

"E forse ora non è il momento giusto, chissà, sono convinta che devi andare in Cina o in India, dove ti pare, e ritrovare te stesso, e intanto io me la sfangherò qui, felice come un pasqua. Non voglio accompagnarti, non voglio una cartolina alla settimana, non voglio neanche avere il tuo numero di telefono. Non voglio sposarmi e avere figli da te. Abbiamo passato una bellissima notte assieme, tutto qui. E se in un futuro ad un party o che so io per caso c'incontreremo, ben venga. Faremo un chiacchierata come due vecchi amici. Non saremo imbarazzati perché mi hai palpato le tette, tutto filerà liscio come l'olio, e in ogni caso noi due non faremo una piega, giusto? Sarà soltanto una rimpatriata fra due... amici. Promesso?" (...) Lui le posò una mano leggera sulla nuca e nello stesso istante lei gli appoggiò una mano leggera sul fianco, e si baciarono lì per la strada in mezzo alla gente che correva a casa nella luce estiva, il bacio più dolce che mai avrebbero provato nella loro vita. Ecco dove inizia tutto. Tutto parte da qui, oggi. Em e Dex, Dex e Em".

Così comincia la storia di Emma e Dexter, o Em e Dex, che dir si voglia. Lui è il tipico ragazzo affascinante, ricco, un dongiovanni un po’ spaccone, che non sa ancora che fare del suo futuro. Emma è intelligente, con grandi ideali, sarcastica e vuole cambiare il mondo, o almeno “il pezzettino intorno a sé”, come dice lei stessa. Inizialmente ammetto di non aver preso tanto in simpatia i due personaggi, soprattutto lei che mi ha dato l’impressione della “so-tutto-io”. Continuando la lettura, tuttavia, ho imparato a conoscere i due protagonisti e ad amarli, ma soprattutto ad amare la loro storia. Non sono, infatti, i personaggi ad essere ciò che più conta del romanzo – nonostante siano ben caratterizzati e resi in qualche modo “vivi” dall’autore – ma è la loro storia, il loro rapporto, il loro maturare assieme. Non è Em o Dex che piace del romanzo, ma sono loro insieme che riescono a entrarti nel cuore. Da soli potrebbero risultare antipatici e stereotipati – non è il mio caso – però insieme sono perfetti, il loro è amore con la "A" maiuscola.
Quando si ritrovano, anche dopo una lunga separazione, quando litigano o scherzano, quando si raccontano i propri successi e fallimenti, capiscono di sentirsi bene, nel vero senso della parola. Si sentono migliori, pur rimanendo se stessi. E che cos’è l’amore se non stare accanto alla persona che ti rende migliore e che ti accetta per come sei? Quella per cui faresti di tutto e con la quale dopo anni non ti stanchi mai di parlare? Da brava romantica quale sono – anche se in profondità – credo, e Nicholls mi ha fatto credere, che l’amore sia questo.


Non potrete fare a meno di adorare la coppia “Em e Dex”. Non potrete non affezionarvici dopo aver visto il loro rapporto maturare pian piano, iniziare in modo “brusco”, diventare una sincera amicizia per poi finalmente sbocciare e diventare amore dichiarato (l’amore tra loro, o qualcosa di molto simile, infatti, c’è sempre stato).
Alla fine della lettura non volevo chiudere il libro, non volevo abbandonare la coppia che avevo visto crescere e a cui mi ero tanto affezionata. Il finale del libro mi ha lasciato con un alone di tristezza, per questo e per altri motivi, che ovviamente non vi svelerò.
Non vi ho dato alcun dettaglio sulla trama, lo so, ma l’ho fatto: in primis, per non spoilerarvi niente e, in secundis, perché non sono le vicende narrate la parte fondamentale di questo romanzo, ma sono le emozioni che esso fa vivere al lettore.

Il mio voto:
★★★★1/2


Quattro stelle e mezzo e non cinque, innanzitutto, perché sono un giudice severo (imparerete a conoscermi). Come ho ripetuto per tutta la recensione, questo libro mi ha regalato tanto, ma non riesco a dargli cinque stelle, perché c’è qualche minuscolo difetto. Inizialmente, infatti, i personaggi – come ho già detto – non mi entusiasmavano e la lettura procedeva a rilento, perché l’autore, secondo il mio modesto parere, si è dilungato più del necessario su alcuni particolari di non grande rilevanza. Ovviamente, però, lo consiglio a tutti, non solo ai romanticoni quindi! Perché non è niente di troppo sdolcinato e melenso, ma è semplice e vero.


Da questo romanzo, inoltre, è stato tratto un film. Vi consiglio di vederlo (dopo o prima di leggere il libro è uguale; io l’ho visto prima e ho comunque assolutamente apprezzato il romanzo). I protagonisti Dexter ed Emma, in più, sono interpretati da due bravissimi attori: Jim Sturgess e Anne Hathaway. Lei è una delle mie attrici preferite e lui ha qualcosa di così affascinante e genuino nella sua espressione e nel suo modo di recitare che ti porta a voler essere al posto della Hathaway.












Un’altra sorpresa per voi, l’ultima. Tranquilli non vi annoierò ancora per molto! Volevo solo consigliarvi alcune canzoni da ascoltare durante la lettura di “Un giorno”. Ho scelto le canzoni in base al significato del testo e alle affinità con la storia di Em e Dex, in base alla melodia e alle emozioni (simili a quelle che regala il romanzo) che essa rievoca e anche in base a quello che mi è capitato di ascoltare durante la mia lettura di questo libro.

I titoli che vi consiglio sono:


“I watched you die
I heard you cry every night in your sleep 
I was so young
You should have known
better than to lean on me
You never thought of anyone else
You just saw your pain
And now I cry in the middle of the night
For the same damn thing

Because of you
I never stray too far from the sidewalk
Because of you
I learned to play on the safe side so I don't get hurt
Because of you
I try my hardest just to forget everything
Because of you
I don't know how to let anyone else in
Because of you
I'm ashamed of my life
because it's empty
Because of you
I am afraid

Because of you
Because of you”


“Say something, I’m giving up on you
I’m sorry that I couldn’t get to you
Anywhere, I would’ve followed you
Say something, I’m giving up on you

And I will swallow my pride
You’re the one that I love
And I’m saying goodbye”




Cocludo qui (“finalmente!” starete pensando). Se la recensione vi è piaciuta o anche se non siete d’accordo con me, commentate, fatemi sapere cosa ne pensate del romanzo. Ci vediamo al prossimo post! :)